Beato Andrés Solá Molist (1895-1927)

BEATIFICAZIONE:

– 20 novembre 2005

– Papa  Benedetto XVI

 

RICORRENZA:
1 febbraio

 

Sacerdote messicano della Congregazione dei Missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria (Clarettiani), martire di San Gioacchino, fucilato durante la persecuzione religiosa del Messico, morì perdonandoi suoi carnefici

 

Non negò mai la sua condizione sacerdotale

 

Il 7 ottobre 1895 nella masseria conosciuta con il nome di Can Vilarrasa, situata nel municipio di Taradell, parrocchia di Santa Eugenia de Berga, provincia di Barcellona, Diocesi di Vich, in Spagna, nacque Andrés Solá. Era il terzo di una famiglia numerosa composta da undici fratelli e i genitori erano agricoltori.

Mentre ascoltavano la predicazione di un missionario claretiano nel paese di Sentforas, lui e suo fratello sentirono la vocazione religiosa ed entrarono nel seminario che i missionari avevano a Vich. In questo seminario studiò lettere. Passò poi al noviziato di Cervera, dove l’anno seguente emise la professione religiosa. Terminato il noviziato, realizzò gli studi di filosofia e teologia necessari all’ordinazione sacerdotale, che ricevette il 23 settembre 1922 nella cappella del palazzo episcopale di Segovia, in Spagna. Per un anno si preparò al ministero della predicazione ad Arande de Duero.

Terminato il corso di preparazione, ricevette la prima destinazione, in Messico, ossia Veracruz, dove si recò con altri cinque claretiani, il 20 agosto 1923. Otto giorni dopo giunse nella capitale e visitò il Santuario di Nostra Signora di Guadalupe, ponendo sotto la sua protezione il proprio ministero sacerdotale. In Messico svolse diversi uffici.

Fu professore nel seminario minore dei missionari claretiani a Toluca, predicatore, partecipò a missioni popolari, incaricato della parrocchia di Axila della Diocesi di San Luis de Potosí. Nel dicembre 1924 ricevette insieme ai suoi fratelli della comunità di León la notizia delle leggi anticattoliche e anticlericali del Presidente Calles, e decise di rifugiarsi in casa delle sorelle Josefina e Jovita Alba, per evitare l’espulsione dal Paese. Dal suo rifugio ascoltava le confessioni e portava la comunione ai malati. Fu nominato Vicario con giurisdizione in tutta la città; celebrò numerosi battesimi e matrimoni e svolse un’attività pastorale costante e non esente da pericoli.

Nel marzo 1927, quando si acutizzò la persecuzione religiosa, obbedendo al Superiore locale, P. Fernando Santesteban, lasciò León e si diresse a Città del Messico, dove stette diversi giorni, ritornando poi con il permesso del Superiore Provinciale a León, dove risiedette ed esercitò il suo ministero missionario.

Pochi giorni dopo il suo ritorno, il 23 aprile, il superiore della comunità gli consegnò una lettera in cui gli comunicava l’esistenza di un mandato di cattura contro di lui e lo invitava a sospendere ogni attività, a fuggire o a nascondersi, e a cambiare domicilio. Padre Solá non diede importanza a quella lettera, pensando che nulla di male potesse accadergli. Il giorno dopo fu arrestato. Un arresto che non fu il frutto della sua imprudenza, ma piuttosto dell’ingenuità delle due sorelle Alba che, pensando di fare il bene, si recarono al comando per invocare la libertà per l’altro sacerdote ospitato, don Rangel.

Quando i soldati entrarono nella casa delle sorelle Alba non riconobbero subito Padre Solá come sacerdote. Solo dopo aver perquisito la sua stanza lo individuarono, poiché trovarono una fotografia nella quale stava amministrando la prima comunione a una bambina.

Padre Solá non negò mai la sua condizione sacerdotale, anzi dichiarò il suo nome e il suo stato, il che bastò per farlo arrestare insieme al signor Leonardo Pérez, che si trovava nella cappella della casa. Fu quindi portato al comando militare, ultima dimora terrena prima di abbracciare la palma del martirio e contemplare Cristo.

PREGHIERA:

Dio onnipotente, Tu hai dato ai Beati Martiri di San Gioacchino un amore singolare per la Santa Eucaristia, infondendo in loro il coraggio di accettare la morte per il nome di Cristo e di Santa Maria di Guadalupe; dona anche la tua forza alla nostra debolezza perché, seguendo il loro esempio, sappiamo essere fedeli oggi, confessando il Tuo nome con la nostra parola e la nostra vita. Per Cristo nostro Signore. Amen